venerdì 30 marzo 2012

La Bibbia dei Settanta



Confronto con il Masoretico

Come è noto storicamente, circa 200 anni prima di Cristo, gli ebrei avevano tradotto le loro Scritture in lingua greca. Questa traduzione è stata chiamata Bibbia dei Settanta   (LXX). Questa traduzione dei Settanta era molto rispettata in tutto il mondo antico anche tra gli stessi ebrei, soprattutto tra coloro che comunemente utilizzavano il greco come lingua di comunicazione. Infatti le Scritture sono state tradotte in greco per renderle più accessibili al resto del mondo che utilizzava il greco come lingua universale delle persone istruite. Molti studiosi ebrei hanno basato sulla Bibbia dei Settanta i loro lavori. 
Circa 100 anni dopo Cristo, i rabbini ebrei cominciarono a riconsiderare l'accettabilità della Bibbia dei Settanta da parte degli ebrei. Ciò si è verificato in parte a causa del legame dei cristiani con la Settanta e in parte perché dichiaravano che Gesù è il Messia ed in lui si sono compiute le profezie dell'Antico Testamento.
Dopo la Riforma protestante, gli studiosi protestanti nel tentativo di screditare la Chiesa cattolica romana abbandonano la Bibbia dei Settanta e iniziano ad usare solo le versioni ebraiche per le loro traduzioni della Scrittura nelle lingue moderne. Il testo masoretico che divenne la versione ufficiale delle Scritture ebraiche si è definito tra il settimo e il decimo secolo d.C., e quindi non è un testo più antico della Bibbia dei Settanta, ma è un testo più recente. Il testo masoretico corrisponde all’ebraico / aramaico del II secolo d.C., ma si differenzia in diversi punti dalla Bibbia dei Settanta, a volte in modo molto significativo.
I moderni studiosi biblici continuano a consultare il testo dei Settanta, anche quando si basano sul testo masoretico perché la Settanta è un testo più antico del masoretico ma anche perché il testo dei Settanta è stato tradotto da un testo ebraico/ aramaico molto antico e permette quindi di conoscere come gli studiosi ebrei 200 anni prima di Cristo interpretavano e comprendevano le loro Scritture. La versione dei Settanta, non è stata tradotta dai cristiani perché il cristianesimo non esisteva a quel tempo, per cui i cristiani non hanno avuto nessuna influenza sulla traduzione in greco delle Scritture ebraiche. E 'accaduto però che i cristiani trovarono nella Bibbia dei Settanta una solida base per il pensiero cristiano e era piuttosto utile nella polemica contro gli ebrei nei secoli successivi.
Dai tempi della Riforma protestante alcuni studiosi biblici hanno diffidato del testo dei Settanta e non lo accettano come una Bibbia per i cristiani. Alcuni ritengono che sia troppo "cattolica romana". Altri pensano che sia una traduzione inaffidabile o l'interpretazione delle Scritture ebraiche, anche se è stata fatta dagli ebrei stessi e onorata dagli ebrei al tempo di Cristo. Inoltre, molti studiosi ritengono che gli autori del Nuovo Testamento, gli evangelisti, usavano il testo dei Settanta, come è dimostrato dal loro frequente utilizzo quando citano l'Antico Testamento.
Mentre leggevo la traduzione inglese di Robert Charles Hill del commento di s. Giovanni Crisostomo sui Salmi vol. 2 (pp 343-344), mi sono imbattuto in due sue note che di fatto fanno avvalorare l'importanza dei Settanta (LXX) per la nostra conoscenza del Vecchio Testamento. Entrambe queste note erano in relazione al Salmo 145.
"... nel nostro (masoretico) testo ebraico manca un versetto (il 13), che c’è lo fornisce la LXX, come è confermato dai manoscritti ebraici scoperti presso il Mar Morto."
"Questo è un versetto che si trova nella LXX ed è un manoscritto ebraico trovato a Qumran. Questo versetto non esiste nel testo masoretico ebraico di questo salmo alfabetico e nel punto in cui ci si aspetterebbe un inizio del versetto ma comincia con la lettera «nun»...."

 Ho letto vari argomenti circa la maggiore attendibilità delle Scritture ebraiche della versione dei Settanta e il motivo per cui gli studiosi protestanti preferiscono il testo masoretico per le loro traduzioni del Vecchio Testamento. Ma il testo dei Settanta che viene utilizzato ufficialmente da cattolici e ortodossi orientali ha dimostrato di essere una finestra buona sulle antiche Scritture ebraiche (Pre-masoretiche). Alcuni hanno sostenuto che i traduttori nel mondo antico erano più propensi a eliminare parti di testi (accidentalmente o di proposito). Ma almeno nei due casi che Hill cita riguardo i Salmi, alla Settanta si può fare affidamento su un testo più antico del testo masoretico delle Scritture ebraiche e ci fornisce quindi una visione migliore negli scritti sacri dell'antico Israele. La versione dei Settanta ha conservato qualcosa che il testo masoretico ha perso.

La stessa  Orthodox Study Bible  basa la traduzione delle Scritture dell'Antico Testamento sul testo dei Settanta a differenza delle versioni protestanti della Bibbia. L'O.S.B. segue così la versione cristiana antica e tradizionalmente storica delle Scritture, che è stata addottata dai primi cristiani. Questo non vuol dire che le comuni versioni in lingua inglese della Bibbia sono completamente sbagliate, semplicemente seguono i principi protestanti nelle loro traduzioni del Vecchio Testamento e quindi hanno una versione meno completa delle scritture dell'Antico Testamento.

venerdì 17 febbraio 2012

LA SECONDA VENUTA DI CRISTO



CANTI E PREGHIERE

Quando sulla terra verrai, o Dio, con gloria, e tremerà l’universo, e un fiume di fuoco scorrerà davanti al tuo tribunale, e saranno aperti i libri e rese pubbliche le cose segrete: liberami allora dal fuoco inestinguibile, e fammi degno di stare alla tua destra, o Giudice giustissimo.
Pensando al tuo tremendo tribunale, o glorioso Signore, e al giorno del giudizio, fremo e sono preso da paura, perché la coscienza mi accusa; quando ti sederai in trono e inizierai l’esame, allora nessuno potrà negare i peccati, perché la verità lo accuserà e lo dominerà la paura: alto striderà il fuoco della geenna e i peccatori digrigneranno i denti. Abbi dunque pietà di me, prima della fine, usami indulgenza, Giudice giustissimo.
Quando avrai chiamato per il giudizio ogni essere vivente, o Cristo, allora vi sarà là grande timore, grande angustia, e soltanto le azioni potranno per l’eternità aiutare.
O Salvatore, giusto Giudice, abbi misericordia di me e liberami dal fuoco e dalla minaccia alla quale giustamente dovrò nel giudizio sottostare: prima della fine perdonami, grazie a virtù e pentimento.
Quando ti siederai come Giudice misericordioso, e mostrerai, o Cristo, la tua tremenda gloria, oh, quale timore allora, mentre arderà la fornace, e tutti saranno nello spavento davanti al tuo tribunale, a cui nessuno può resistere!
Considerando il giorno tremendo del giudizio e della tua ineffabile gloria, tutto fremente e tremante per il timore, a te grido, Signore: Quando verrai sulla terra, o Cristo, a giudicare l’universo, o Dio, nella tua gloria, libera allora da ogni castigo questo misero che geme, facendomi degno, o Sovrano, di stare alla tua destra.
Ecco, viene il giorno del Signore onnipotente: chi reggerà al timore della sua venuta? È infatti giorno di furore, è il giorno della fornace ardente, quando il Giudice si assiderà per rendere a ciascuno quanto avranno meritato le sue azioni.   
Considerando l’ora dell’esame e della tremenda venuta del Sovrano Filantropo, io tremo tutto, e afflitto a te grido: O mio giustissimo Giudice e solo molto misericordioso, accoglimi penitente, per intercessione della genitrice di Dio.
Penso a quel giorno e a quell’ora, quando tutti, nudi  e come condannati, ci presenteremo al Giudice imparziale; allora risuonerà alta la tromba, saranno scosse le fondamenta della terra, risorgeranno i morti dai sepolcri, e tutti diverranno contemporanei; di tutti saranno manifesti i segreti davanti a te; si batteranno il petto, piangeranno e se ne andranno al fuoco esteriore quanti non avranno mai fatto penitenza; e con gioia ed esultanza l’eredità dei giusti entrerà nel talamo celeste.
Oh, quale momento, e quale giorno tremendo, quando il Giudice siederà sul temibile trono! I libri verranno aperti, le azioni sottoposte a giudizio e i segreti della tenebra verranno resi pubblici. Gli angeli correranno intorno per radunare tutte le genti. Venite, ascoltate, re e capi, schiavi e liberi, peccatori e giusti, ricchi e poveri: viene il Signore per giudicare tutta la terra; chi resisterà davanti al suo volto, quando gli angeli staranno intorno per presentare al giudizio le azioni, le intenzioni, i pensieri fatti di giorno o di notte? Oh, quale timore allora! Prima dunque che giunga la fine, affréttati, anima, a gridare: O Dio, siimi propizio e salvami, tu che solo sei misericordioso e Filantropo.
Purifichiamoci, o fratelli, col re delle virtù: eccolo qui, infatti, per portarci abbondanza di beni; arresta il gonfiarsi delle passioni e riconcilia col Sovrano i caduti; accogliamolo dunque con letizia, gridando al Cristo Dio: O risorto dai morti, custodi¬scici liberi da condanna, per dare gloria a te, il solo senza peccato.

martedì 24 gennaio 2012

LETTERA DI PADRE PAISIOS SULLE APERTURE ALLA CHIESA DI ROMA

                                                 Inviata a padre Charalampos Vasilopoulos, 
                                      direttore del giornale “Stampa Ortodossa” (Ορθόδοξος Τύπος)

                                                                                                
                                                                                                        Santa Montagna, 23 gennaio 1969

Reverendo Padre Charalampos,

giacché ho visto il grande subbuglio che imperversa nella nostra Chiesa, dovuto a diversi movimenti filo-unionistici e ai contatti del Patriarca con il Papa, mi sono addolorato, come  suo figlio e ho considerato cosa buona, oltre alle mie preghiere, mandare anche un piccolo pezzo di filo (che ho in quanto povero monaco), per essere usato anche  per un solo punto di cucitura per l’abito, stappato in mille pezzi, della nostra Madre.
  Credo che farete atto d’amore e lo utilizzerete per mezzo del vostro foglio religioso. Vi  ringrazio.
Prima di tutto, vorrei chiedere scusa a tutti per aver osato scrivere qualcosa, dal momento che non sono né santo, né teologo. Immagino che tutti mi capiranno, che il mio scritto non è altro che un mio profondo dolore per la linea e l’amore mondano, purtroppo, del nostro padre, il Signor Atenagoras. Da quanto sembra, ha amato un’altra donna moderna, denominata Chiesa Papale, perché la nostra Madre Ortodossa non gli fa alcuna impressione, essendo molto modesta. Quest’amore, sentito da Costantinopoli, ha trovato grande risonanza in molti suoi figli, che lo vivono nelle città. Dato che  questo è lo spirito del nostro tempo: che la famiglia perda il suo sacro significato a causa di amori di tal genere, il cui scopo è la disgregazione e non l’unione.
   Con un tale amore mondano, più o meno, anche il nostro Patriarca giunge a Roma. Invece di mostrare amore prima a noi, suoi figli e alla nostra Madre Chiesa, egli ha purtroppo diretto il suo amore molto lontano. Il risultato, da una parte, era di far riposare i suoi figli mondani, che amano il mondo e hanno quest’amore mondano e, dall’altra, di scandalizzare moltissimo tutti noi, i figli dell’Ortodossia, giovani e anziani che abbiamo timore di Dio.
   Con dispiacere non ho visto che nessuno dei filo-unionisti, da me conosciuti, abbia nè midollo spirituale nè corteccia. Tuttavia, sanno parlare di amore e di unità mentre non sono uniti a Dio, perché non l’hanno amato.
   Vorrei pregare caldamente tutti i nostri fratelli filo-unionisti: poiché l’argomento dell’unione delle Chiese è qualcosa di spirituale e abbiamo bisogno di amore spirituale, di  lasciarlo a coloro che hanno amato molto Dio e quindi sono teologi, come i Padri della Chiesa - e non agli interpreti della legge - che hanno offerto e offrono completamente sé stessi per la diaconia della Chiesa (come una grande candela), accesi dal fuoco dell’amore di Dio e non dall’accendino del sagrestano.
Dobbiamo sapere che non esistono solo leggi fisiche, ma anche spirituali. Pertanto la futura ira di Dio non può essere affrontata tramite un’aggregazione di peccatori (perché riceveremo doppia ira), ma con il pentimento e l’osservanza dei comandamenti del Signore.
Inoltre, dobbiamo conoscere bene che la Chiesa Ortodossa non ha alcuna mancanza. L’unica mancanza è l’assenza di gerarchi seri e di Pastori con principi patristici. Gli eletti sono pochi. Ma non è questo che deve preoccupare. La Chiesa è Chiesa di Cristo, ed è Egli che la governa. Non è un Tempio costruito con pietra, sabbia e calce da devoti e che si distrugge dal fuoco dei barbari, ma è Cristo stesso. « E chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; e colui sul quale essa cadrà sarà stritolato»  (Mt 21, 44). Il Signore, quando sarà necessario, farà apparire dei Marco Eugenico e dei Gregorio Palamas per raccogliere tutti i nostri fratelli scandalizzati perché confessino la fede ortodossa, consolidino la Tradizione e diano grande gioia alla nostra Madre.
   Nei nostri tempi vediamo che molti figli fedeli della nostra Chiesa, monaci e laici, si sono purtroppo staccati da Essa a causa dei filo-unionisti. Secondo il mio parere non è per niente buona cosa staccarsi dalla Chiesa ogni volta che un Patriarca ha qualche colpa, ma  dall’interno, vicino alla Madre Chiesa, ognuno ha il dovere e l’obbligo di protestare e di lottare a suo modo. Interrompere  la commemorazione del Patriarca, staccarsi e creare la propria Chiesa continuando a parlare, insultando il Patriarca, a mio parere, è assurdo.
   Se per l’una o l’altra deviazione dei Patriarchi, avvenute in diverse epoche, ci fossimo separati e avessimo creato delle nostre Chiese – Dio proteggi – avremmo superato pure i Protestanti.
Facilmente uno si separa ma difficilmente ritorna. Purtroppo, abbiamo molte “Chiese” ai giorni nostri. Sono state create sia da grandi gruppi sia addirittura da una sola persona. Giacché è successo anche alla loro kalivi (mi riferisco a quanto succede nella Santa Montagna)  dove c’è pure un Tempio, credevano di poter realizzare una propria Chiesa indipendente. Se i filo-unionisti danno un primo colpo alla Chiesa, questi, i sopra nominati, ne danno il secondo. Preghiamo che Dio dia la Sua illuminazione a tutti noi e al Patriarca, il Signor Atenagoras, perché, prima, avvenga l’unione di queste “Chiese”, si realizzi la serenità tra lo scandalizzato pleroma del popolo ortodosso, si diffonda la pace e l’amore tra le Chiese Ortodosse Orientali, e poi si possa iniziare a pensare all’unione con le altre “Confessioni”, se desiderano sinceramente abbracciare la Dottrina Ortodossa.
   Vorrei dire ancora che c’è pure un terzo gruppo nella nostra Chiesa. Sono quei fratelli che, pur rimanendo fedeli Suoi figli, tuttavia non hanno accordo spirituale tra di loro. Essi si occupano del giudicare, l’uno l’altro, e non del bene comune della lotta. Ciascuno controlla l’altro (più di se stesso) su cosa dirà o cosa scriverà per colpirlo poi senza pietà. Mentre se egli stesso avesse detto o avesse scritto la stessa cosa, l’avrebbe sostenuta con molte testimonianze della Santa Scrittura e dei Padri. Il male compiuto è grande, perché, da una parte fa un’ingiustizia al proprio prossimo, mentre dall’altra lo rovina dinanzi agli occhi di altri credenti. Molte volte semina pure l’infedeltà nelle anime dei deboli, poiché le scandalizza. Purtroppo alcuni di noi avanzano richieste irragionevoli agli altri. Vogliamo che essi abbiano lo stesso nostro carattere spirituale. Quando qualcun’altro non concorda con il nostro carattere ed è un po’ indulgente o un po’ acuto, immediatamente deduciamo che non è un uomo spirituale. Tutti sono utili nella Chiesa. Tutti i Padri hanno offerto i loro servizi ad Essa. Sia quelli dal carattere calmo, sia quelli dal carattere severo. Come al corpo umano sono necessarie sia le cose dolci, sia le cose aspre ma anche le cose amare come il radicchio (ognuna ha proprie sostanze e vitamine), lo stesso vale anche per il Corpo della Chiesa. Tutti sono necessari. L’uno completa il carattere dell’altro e tutti noi siamo obbligati a tollerare non solo il loro carattere, ma anche le loro debolezze in quanto esseri umani.
   E di nuovo ritorno ad esprimere sinceramente le scuse a tutti, perché ho osato scrivere. Io sono un semplice monaco e il mio lavoro è quello di sforzarmi, per quanto posso, di spogliarmi del vecchio uomo e di aiutare gli altri e la Chiesa, attraverso Dio, tramite la preghiera. Tuttavia, siccome sono arrivate al mio eremo tristi notizie per la nostra Santa Ortodossia, mi sono molto addolorato e ho considerato giusto scrivere quanto sentivo.
   Preghiamo tutti affinché Dio dia la Sua grazia e ciascuno di noi possa aiutare, a suo modo, per la gloria della nostra Chiesa.

Con molta deferenza verso tutti.
Un monaco eremita
(Paisios monaco)

lunedì 23 gennaio 2012

PICCOLA DOSSOLOGIA

Dio mio, ti ringrazio perché per un giorno ancora mi hai permesso di chiamati Dio. Grazie perché per un giorno ancora ho visto il sole sorgere mentre lodavo te il grande sole delle cose visibili ed invisibili. Grazie perché per un giorno ancora mi hai portato nel tuo Tempio santo per chiamarti "Abbà Padre". Grazie ancora perché con la tua ineffabile bontà sei il fondamento della mia vita difficile e non hai mai smesso di tollerare la mia imperfezione e la mia debolezza. Grazie perché che pur essendo Onnipotente non mi disprezzi perché sono debole, non mi perseguiti per le mie mancanze, non mi condanni perché sono ingiusto. Ma cerchi ogni giorno per mezzo dello santo Spirito con miriadi di modi di farmi uomo giusto, onesto e retto; cittadino del tuo regno celeste e tuo figlio cercando di salvarmi dal maligno che arriva astuto portando la corruttibilità. Grazie che hai fato nascere dal profondo del mio cuore questa piccola dossologia.

martedì 3 gennaio 2012

RIFLESSIONE SULLA CRISI ECONOMICA E MORALE





Viviamo in un periodo molto difficile durante il quale si parla sempre di più della crisi economica globale e le sue conseguenze. Questa crisi, anche se appare come una evoluzione casuale è essenzialmente una evoluzione voluta e guidata e fa parte della strategia della globalizzazione. Si tratta di una leva di pressione, è uno strumento della globalizzazione e del nuovo ordine mondiale che porta avanti un nuovo modello di vita dei popoli con il fine di far lavorare le persone sempre di più per poter far fronte alle loro sempre maggiori responsabilità in condizione di intollerabile pressione ed ansia, con debiti insostenibili, non avendo il tempo necessario e la tranquillità debita per dedicarsi al loro progresso spirituale. In questo modo si cerca di tenere l’uomo attaccato unicamente al denaro e alle cose materiali. Si tenta di trasformare l’uomo in un schiavo depotenziato e insensibile senza anticorpi morali e attento non alle cose celesti e spirituali ma rivolto verso le cose carnali. Questo nuovo modello di vita tenta di trasformare l’uomo da un essere libero e indipendente a un membro, senza volontà, di un gregge globale, in un essere senza volontà che penserà e agirà come il resto del branco. Tutto indica che l'uomo moderno, intrappolato in uno stile di vita materialista, sembra essere privo di qualsiasi obiettivo spirituale significativo nella sua vita. Perché la vera crisi che l'umanità sta vivendo è innanzitutto spirituale e secondariamente economica. Si tratta di una crisi di valori che porta al declino sociale.
Il miracolo dell’incarnazione e della Risurrezione di Gesù Cristo nel corso dei secoli è un messaggio senza tempo che si riferisce alla rinascita spirituale e alla resurrezione dell’uomo, alla vittoria sulla morte e sulla materia corruttibile. E' un miracolo al quale possono partecipare tutte le persone, perché con Cristo risuscita e si rigenera l'umanità intera. Questo è il messaggio di Cristo: la rinascita spirituale e la risurrezione dell'uomo in questa vita, in modo che dopo la sua morte possa arrivare alla vera resurrezione in un mondo ultraterreno incorruttibile ed eterno, il Regno di Dio.
Durante i secoli l’anticristo, attraverso uomini che avevano rinnegato Dio, ha preparato la sua venuta e negli ultimi tempi prende corpo la profezia sul marchio del libro dell’Apocalisse: “.. tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio..”
Ma se Dio è con noi chi sarà contro di noi? Speriamo nel Signore perché i ricchi sono diventati poveri e hanno avuto fame ma a coloro che si sono affidati al Signore non è mancato nessun bene.
Possa lo Spirito Santo illuminare i nostri cuori per farci gustare la felicità della sua effusione, rallegrarci con l'abbondanza dei suoi doni,  abbracciare la nostra pietà sterile e glaciale,  dissipare le tenebre dell'ateismo e dell'empietà che si vanno diffondendo sulla terra, condurre il mondo sulla via della retta via, istruirci sulla verità tutta intera. Santo Spirito consolatore vieni e dimora in noi.


Il presidente dell’associazione
Stilianos Bouris